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I metodi naturali di regolazione della fertilità

Cosa sono?

Sono metodi che, basandosi sulla conoscenza dei processi biologici e fisiologici del ciclo femminile, consentono di individuare i ritmi di fertilità della donna attraverso l’osservazione di alcuni segni e sintomi (o markers) indicatori del periodo fertile.

Questi segni di fertilità riflettono la normale sequenza dei cambiamenti ormonali che caratterizzano il ciclo mestruale. I Metodi Naturali sono quindi metodi di pianificazione familiare basati sulla conoscenza della fertilità. Tale conoscenza consente alla coppia di sapere quando astenersi dai rapporti sessuali, qualora responsabilmente desidera evitare una gravidanza, o di scegliere di avere rapporti sessuali nei giorni fertili se desidera, invece, ricercare una gravidanza.

I Metodi Naturali si basano sullo conoscenza dei processi della riproduzione umana e dei segni della fertilità della donna.

Possono essere adatti a tutti?

Ogni donna può imparare i Metodi Naturali, poiché sono metodi semplici e che non hanno controindicazioni. Possono essere usati da donne con cicli brevi, lunghi o irregolari o in situazioni particolari, come durante l’allattamento al seno, o durante il periodo che precede la menopausa.

Un uomo può impararli attraverso la propria donna, assumendosi con lei la responsabilità della vita di coppia. In quanto metodi di pianificazione familiare, essi richiedono infatti all’uomo e alla donna cooperazione e condivisione di responsabilità per la famiglia. Presuppongono perciò un rapporto di coppia stabile.

Il grande beneficio dei Metodi Naturali, dal punto di vista medico, è quello di non interferire con le funzioni naturali del corpo, e di non provocare danni alla salute, come invece i normali mezzi contraccettivi possono fare.

Come funziona l’apparato genitale femminile

L’apparato genitale femminile è costituito da un corpo muscolare, detto utero, del volume e della forma di una piccola pera, in cui si annida l’ovulo fecondato, e dove si sviluppa il feto fino al momento del parto.

L’utero si apre in basso, attraverso il canale cervicale, nella vagina che è un organo a forma di tubo aperto verso l’esterno, adatto ad accogliere il pene durante il rapporto sessuale e a trattenere il liquido seminale in esso deposto. Attraverso altri due piccoli canali, detti tube, l’utero è in comunicazione con le due ghiandole riproduttive femminili, le ovaie. Tali ghiandole contengono al loro interno centinaia di piccolissime cellule, gli ovuli. Mentre nell’uomo i testicoli hanno un’attività continua, nella donna l’ovaio ha un’attività ciclica. Il periodo durante il quale avvengono nella donna i fenomeni legati al processo riproduttivo si chiama perciò ciclo ovarico.

Questo periodo ha una durata variabile da donna a donna, e nella stessa donna da ciclo a ciclo. Il fenomeno più appariscente del ciclo ovarico è la mestruazione, cioè la perdita di sangue dalla vagina, dalla durata di 4 o 5 giorni, che segna l’inizio di ogni ciclo.

Diversi sono i processi fisiologici che si svolgono durante l’intero ciclo ovarico, ma il fenomeno più importante è l’ovulazione, cioè la liberazione da parte dell’ovaio, circa ogni mese, di un ovulo che ha raggiunto la sua piena maturazione. In rapporto all’ovulazione, pertanto, il ciclo ovarico può essere diviso in due parti. Il periodo prima dell’ovulazione, di durata variabile, che va dall’inizio della mestruazione al momento dell’ovulazione, è detto fase pre-ovulatoria; quello dopo l’ovulazione, dalla durata costante, che va dal momento dell’ovulazione fino alla mestruazione successiva., è detto fase post-ovulatoria.

I principali fenomeni del ciclo ovarico

All’inizio del ciclo l’ovaio produce una speciale sostanza ormonale, detta estrogeno. La quantità di estrogeno aumenta gradualmente. Ogni mese, una sola delle centinaia di piccole cellule contenute nell’ovaio si trasforma in ovulo maturo.

A maturità raggiunta, l’ovulo affiora alla superficie dell’ovaio; all’aumentare della produzione di estrogeno, segue la produzione di un ormone specifico (LH = ormone luteinizzante) che induce l’ovulazione, cioè il distacco e la caduta dell’ovulo nella tuba, dove può essere fecondato.

L’ovulo ha un periodo di vitalità brevissimo, 24 ore al massimo, dopo di che, se nel frattempo non è stato fecondato, degenera e muore. La fecondità della donna in ogni ciclo cessa sempre, quindi, un giorno dopo l’ ovulazione.

La seconda fase del ciclo, ossia il periodo che segue l’ovulazione, ha la funzione di preparare l’utero ad accogliere l’ovulo fecondato per consentirgli di cominciare a svilupparsi.

A questo scopo, subito dopo l’ovulazione, l’ovaio comincia a produrre un altro ormone, il progesterone, il quale facilita lo sviluppo rapido della mucosa uterina, che si fa ricca di sangue e sostanze nutritive: l’ovulo fecondato giungendo nell’utero trova così le condizioni ottimali per annidarsi e incominciare a svilupparsi per dare inizio alla gravidanza. La produzione di progesterone quindi continua per gli altri nove mesi.

Qualora l’ovulo non sia stato fecondato, esso giunge ugualmente nell’utero, ma entro una giornata degenera e muore. In tal caso dopo circa 14 giorni la produzione dl progesterone si interrompe e conseguentemente la mucosa uterina si sfalda e viene eliminata con la mestruazione.

Durante ogni ciclo ci sono quindi solo pochi giorni fertili: sono i giorni più vicini all’ovulazione, che avviene di solito circa 14/15 giorni prima della mestruazione successiva. Tutti gli altri giorni del ciclo sono dunque sterili.

Il Metodo Sintotermico

Questo Metodo si basa sulla combinazione dei vari segni di fertilità: il muco cervicale, la temperatura basale e le modificazioni della cervice uterina.

Richiede l’osservazione di tutti questi indicatori e la loro fedele e corretta registrazione su un’apposita scheda. Attraverso tale scheda giorno per giorno è possibile individuare l’andamento del muco, della temperatura e della cervice uterina. Essendo diversi i segni che il metodo prende in esame, l’uno aiuta l’interpretazione dell’altro, così che la donna può avere a disposizione almeno due segni per identificare l’inizio della fertilità ed almeno due per individuarne la fine.

Il periodo fertile secondo il metodo inizia il giorno della prima comparsa di muco sui genitali esterni. Durante tale giorno sono solitamente ravvisabili anche le prime modificazioni della cervice uterina che diventa più soffice, più alta e dall’orifizio un po’ più aperto rispetto al giorno precedente di sterilità. Nei giorni successivi sia il muco cervicale sia la cervice uterina subiscono modificazioni graduali fino a raggiungere un quadro di piena fertilità: il muco si presenta particolarmente fluido, trasparente e filante, e la cervice uterina diviene particolarmente soffice, molto alta in vagina e del tutto aperta. Il giorno in cui sia il muco che la cervice presentano queste caratteristiche di massima fertilità, è considerato il giorno del picco dei sintomi, ossia il giorno di massima fertilità, quello più prossimo all’ovulazione.

La temperatura basale (cioè misurata internamente ed a riposo, prima di alzarsi al mattino), misurata dalla donna ogni giorno, presenta fino al giorno del picco un andamento basso. È subito dopo il giorno del picco che solitamente si innalza di almeno un decimo di grado, e rimane alta fino al giorno in cui compare la mestruazione successiva. Dopo tre giorni di temperatura alta, successivi al giorno del picco degli altri sintomi, si considera terminato il periodo fertile.

Individuato l’inizio e la fine del periodo fertile attraverso l’interpretazione combinata dei segni e sintomi di fertilità, la coppia che desidera una gravidanza sa che deve privilegiare i giorni di massima fertilità per facilitare il concepimento. La coppia invece che desidera evitare o rinviare una gravidanza sa che in tale periodo deve astenersi dai rapporti sessuali.

Il Metodo Billings

Questo Metodo si basa esclusivamente sulla rilevazione quotidiana di uno dei sintomi fondamentali della fertilità femminile: il muco cervicale prodotto dal collo dell’utero.

La donna può riconoscere con facilità la presenza e i cambiamenti del muco cervicale non solo mediante una semplice rilevazione visiva, ma anche e soprattutto attraverso delle caratteristiche sensazioni prodotte dal muco stesso a livello della vulva (genitali esterni).

Nella prima parte del ciclo la sterilità è determinata dal Quadro Non Fertile di Base (Q.N.F.B.), ossia situazione di non fertilità, riconosciuta attraverso una manifestazione di caratteristiche, relative alla sensazione e al muco, specifiche e peculiari per ogni singola donna. È la donna stessa che impara a riconoscere tale quadro, con l’aiuto di una insegnante del Metodo diplomata.

Dalla prima variazione del Q.N.F.B. inizia la fase fertile, che si protrae fino al terzo giorno completo dopo il picco del sintomo del muco (per “picco” si intende l’ultimo giorno in cui il sintomo del muco si manifesta anche con una sola caratteristica di alta fertilità: sensazione di bagnato/lubrificato, trasparenza, filanza, preceduto da una crescita e da sviluppo regolare del sintomo stesso).

Dal quarto giorno dopo il picco, inizia la sterilità post-ovulatoria, che si protrae fino alla mestruazione successiva.

Riconoscere l’andamento del sintomo del muco è molto semplice: basta osservare e registrare quotidianamente le osservazioni fatte nel corso della giornata su un’apposita scheda.

Il Metodo Billings quindi, consentendo l’identificazione positiva della infertilità pre-ovulatoria, si rivela di particolare utilità in tutte le situazioni in cui l’ovulazione si verifica con molto ritardo o manca del tutto. Inoltre, evidenziando il giorno di massima fertilità del ciclo, può essere di grande aiuto anche per le coppie che ricercano la gravidanza.

Cinque buoni motivi per scegliere i metodi naturali:

  • rispettano l’autentico significato della sessualità, evidenziandone le caratteristiche di dono vicendevole, contrapponendosi ad uno sfruttamento edonistico e consumistico della persona umana.
  • forniscono alla coppia, giorno per giorno, indicazioni sulla fertilità o non fertilità, lasciando alla coppia la libertà e la responsabilità di usare queste conoscenze per avere o non avere un rapporto, e quindi una eventuale gravidanza, in quel determinato periodo della loro vita.
  • favoriscono il dialogo nella coppia, rendendo più armoniosa la relazione coniugale e aumentando l’attenzione ed il rispetto reciproco.
  • sono di facile apprendimento e applicazione, se insegnati da personale qualificato; sono inoltre altamente affidabili anche nelle situazioni in cui una gravidanza è sconsigliata per motivi di salute, o si desiderino distanziare le gravidanze.
  • sono innocui, non alterano la fisiologia della donna, dell’uomo e del rapporto sessuale; inoltre non hanno controindicazioni di carattere medico.

A chi rivolgersi

Per imparare i Metodi Naturali è necessario rivolgersi ad uno specifico Centro di Insegnamento: la supervisione di insegnanti qualificati è infatti indispensabile per il loro corretto apprendimento ed è fondamentale per superare eventuali difficoltà.

A Milano i due principali Centri che svolgono questo servizio sono:

  • Parenti Gianluigi, Monza (MI), 039 365104, ST CAMEN
  • Passoni Fossati Chiara, Monza (MI), 0362- 505459, BILLINGS
  • Pessina Alice, Monza (MI),039-2326463 / 02 6081065, ST CAMEN
  • CENTRO AMBROSIANO METODO BILLINGS (C.LO.M.B.) Via Tonezza, 7, 20147 Milano, tel. 02.40.57.46
  • CENTRO AMBROSIANO METODI NATURALI (CA.ME.N.) Via S. Cristoforo 3/5 – Milano – tel. 0248953740

 


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